danza e scuole di ballo
RECENSIONI 1/23/2002
David Parsons: la danza italiana è seria e triste

Parte da Milano la tournèe del ballerino americano che porta in scena pezzi forti del suo repertorio ballettistico e inediti. Un'occasione per fare il punto sulla danza contemporanea. MILANO - E’ uno dei visi acqua e sapone della danza contemporanea americana. Nato in Illinois e cresciuto a Kansas City nel Missouri, David Parsons incarna l’eroe ideale di tanti film hollywoodiani: quello del bravo ragazzo pieno di talento cha ha la meglio sulle avversità della vita. Atleta, ginnasta per la precisione, prima ancora che danzatore e coreografo, Parsons è figlio di una generazione che ha prodotto artisti come Moses Pendleton dei Momix e Daniel Ezralow. Anni d’oro e talenti impareggiabili che ancora aspettano di trovare un erede.
Oggi Parsons è in Italia con la sua compagnia per una tournée che partirà il 15 gennaio dal Teatro Smeraldo di Milano si concluderà a Venezia per il Carnevale (ma passerà anche da Genova, Alessandria, Torino, Trieste, Rimini, Bari, e Firenze). "Proprio per il Carnevale di Venezia – spiega il coreografo – presenterò in anteprima mondiale la mia ultima creazione, ispirata da questo avvenimento spettacolare nella città della laguna con la quale ho ancora un conto in sospeso. Tre i programmi che si alterneranno nel corso della tournèe composti da creazioni inedite per l’Italia e pezzi storici del repertorio della compagnia come “Nascimento” su musiche di Victor Nascimento, l’intramontabile “Caught”, il “salto” con luci stroboscopiche, su musiche di Robert Fripp, pezzo forte del Parsons danzatore e affidato questa volta a una danzatrice e “The envelope” su musiche di Gioacchino Rossini. Ma non mancherà neppure “So what”, l’omaggio a Miles Davis commissionato a Parsons lo scorso anno dal Festival Umbria Jazz. Prosegue l'intervista su http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,98977,00.html
Di Barbara Pedron da Il Nuovo
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