danza e scuole di ballo
RECENSIONI 12/17/2001
La Stampa del 17.12.01 di Sergio Trombetta L´ULTIMO SPETTACOLO ALLA SCALA: DA INIZIO 2002 ANCHE LA DANZA SI TRASFERIRÀ AGLI ARCIMBOLDI Bella, addormentata e ballerina regale Ottimi Vhishneva e Bolle, note dolenti per i solisti milanesi.

Diana Vhishneva oggi è sicuramente nel gruppo di testa delle dieci migliori ballerine classiche del mondo. Nata e cresciuta a Pietroburgo, giovane (non ha neppure 25 anni), principal del Teatro Marijnskij (l´ex Kirov), è una artista di grande temperamento e tecnica. Può essere una Giselle furiosa e tradita, una Kitri, in «Don Chisciotte», di sgargiante virtuosismo, splendida interprete per Balanchine in «Jewels», ruolo per cui ha ricevuto il premio moscovita Maschera d´oro. E´ stata lei tre anni fa a danzare a Pietroburgo alla storica prima di «Bella Addormentata» nella versione originale restaurata da Sergej Vicharev per il Teatro Marijnskij. Non ci poteva essere scelta migliore allora per aprire, proprio con «Bella Addormentata», la stagione del balletto della Scala e dare l´addio anche coreutico alla sala del Piermarini. Come per la lirica, i balletti dall´inizio 2002 si trasferiscono al Teatro degli Arcimboldi. E´ una gioia per gli occhi vedere entrare nel primo atto la Vishneva regale, giovane e luminosa. Le difficoltà tecniche si dimenticano, si segue soltanto la musicalità della sua danza, gli stacchi precisi, gli à plomb mozzafiato, le linee morbide e eleganti, si ammira il sorriso radioso, l´imperiale sicurezza. Nel passo a due finale è in coppia con Roberto Bolle, i due sono semplicemente divini nel comunicare al pubblico la gioia, il piacere, l´esaltazione della danza. Non a caso nel lungo assolo del secondo atto, in cui Rudolf Nureyev, autore di questa coreografia scaligera, vuole descrivere i rovelli del principe di fronte alla vita e al prossimo incontro con la bella addormentata che dovrà baciare, casca l´asino. Perché quei passi sono una tortura antimusicale che forse solo Nureyev era capace di far lievitare artisticamente. La coreografia di Nureyev è il primo problema della serata. Quando infatti il grande danzatore non segue da vicino la versione tradizionale di Petipa, ma fa di suo, complica e aumenta inutilmente le difficoltà...
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